Cosa sono gli NFT e come funzionano

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Gli NFT – acronimo per Non Fungible Tokens – sono token unici che rappresentano una proprietà digitale su blockchain. Sono risorse uniche nel loro genere nel mondo digitale che possono essere acquistate e vendute come qualsiasi altro oggetto di proprietà, ma non hanno una propria forma tangibile.

Sebbene ciò possa risultare non immediato alla comprensione, il guadagno per molti artisti, musicisti e influencer è tutt’altro che non fungibile.

Cosa sono gli NFT

Gli NFT sono contrapposti ai token fungibili, ovvero ai token che non hanno un’individualità specifica e che possono essere sostituiti con altri token dello stesso genere. L’esempio più chiaro di questa qualità possiamo farlo già al di fuori delle categorie della blockchain.

Il denaro, anche quello in forma di banconote che abbiamo nel portafoglio, è fungibile per definizione.

Se domani, ad esempio, diamo 100 euro a Giovanni e lui dovesse darci altri 100 euro, non ci sarebbe nessuna differenza nella composizione del nostro patrimonio. Ogni banconota da 100 euro rappresenta un valore identico. E per questo motivo il denaro può essere ritenuto fungibile.

Ma se, ad esempio, pensiamo ad un quadro d’autore sappiamo che è un pezzo unico, non esiste nulla di identico al mondo. Quindi può essere venduto per denaro, ma non può essere scambiato con un quadro identico che abbia lo stesso valore. Un’opera d’arte è per definizione non fungibile, perché non può essere scambiata con un bene generico e identico per valore.

Cosa significa? Che è possibile comprare la proprietà di un’opera digitale e altri oggetti da collezione, che si trasformano così in risorse uniche e verificabili, facili da scambiare sulla blockchain.

Come dovrebbe essere noto, la blockchain che al momento li supporta con maggiore frequenza è Ethereum, che offre due diversi standard ERC per la creazione degli NFT.

Il primo e più diffuso, noto come LRC721, è caratterizzato dal tratto dell’unicità. Significa che un singolo contratto vale un token: un’opera venduta attraverso questo standard corrisponde dunque a un elemento unico.

Il secondo standard, denominato LRC1155, si contraddistingue per il fatto che un contratto valga più token. In questo caso, è come se la proprietà si dividesse tra più soggetti, come nel caso delle stampe a tiratura limitata.

Secondo il portale Crypto.art, a novembre 2020 le vendite di opere d’arte basate sugli NFT hanno raggiunto quota 1,5 milioni di dollari, a gennaio 2021 hanno superato i 10 milioni, ma il vero rialzo ha interessato il mese di marzo, quando sono schizzati a 120 milioni di dollari. Un’opera digitale in NFT, conservata in blockchain, è firmata digitalmente dall’artista ed è dunque unica e rara rispetto alle copie che circolano in rete.

Come funzionano

Gli NFT sono risorse “uniche nel loro genere” nel mondo digitale che possono essere acquistate e vendute come qualsiasi altro oggetto di proprietà, ma non hanno una propria forma tangibile. I token digitali possono essere pensati come certificati di proprietà per risorse fisiche o virtuali, che consentono di affermare i diritti sull’opera, la quale solitamente assumere la forma di GIF, tweet, immagini di oggetti fisici o skin per videogiochi.

Anche se ciò possa risultare tutt’altro che semplice da comprendere, il guadagno, per gli artisti, può raggiungere cifre molto elevate grazie agli investitori desiderosi di possedere le versioni NFT.

Alcuni esempi:

Il il primo tweet di “Jack Dorsey”, fondatore e CEO di Twitter, un cimelio tecnologico che risale al 21 marzo 2006, è stato venduto all’asta per 2,9 milioni di dollari, un video clip di una schiacciata di “James LeBron” a 200.000 dollari e una GIF “Nyan Cat”, peraltro di dieci anni fa, a 600.000 dollari.

La blockchain stratup “Injective Protocol” ha acquistato, invece, un’opera d’arte di Banksy intitolata “Morons (White)“ da $ 95.000, che è stata convertita in un token NFT e successivamente bruciata in diretta su Twitter.

L’opera di Beeple “The First 5.000 Days” un collage di immagini, invece, è stata aggiudicata per circa 69 milioni di dollari.

Elon Musk, estimatore accanito delle criptovalute, ha prodotto un brano di musica elettronica come NFT (dal titolo omonimo) e lo metterà presto in vendita.

Sono in realtà migliaia i nomi associati a questa che sta diventando una nuova “ossessione”.

Quello degli NFT, infatti, è un mercato che sta crescendo a un ritmo vertiginoso: nel 2020 il giro d’affari complessivo ha toccato i 250 milioni di dollari, circa il quadruplo rispetto all’anno precedente, come riportano i dati di NonFungible Corporation e dell’Atelier Bnp Paribas.

Se volessimo utilizzare un parallelismo analogico, un NFT corrisponderebbe a una copia autografata di un oggetto, una sorta di pezzo da collezione, ma in versione digitale.

Conclusione

Non sappiamo ancora quali scenari si delineeranno allo spegnersi dell’hype sollevato dagli NFT. Quel che è certo è che il clamore che gira introno agli NFT spinge a numeri vertiginosi che accompagnano la loro ascesa, specialmente nel mondo della digital art, molti artisti digitali potrebbero trovare negli NFT una nuova, concreta opportunità remunerativa, vedendo riconosciuto il valore del proprio lavoro che tenderebbe altrimenti a smarrirsi nell’etere a causa dell’estrema facilità con cui può essere copiato e diffuso.